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Love to Taste-Amore q.b.

Guida all'uso di fiori, frutta e piante magiche in cucina

 

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amore q.b.

Love to Taste

 

 Blog

The Kitchen is a Temple

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LOVE TO TASTE

27-03-2021 19:27

Love to Taste

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LOVE TO TASTE

q.b. nelle ricette italiane, è il modo che si usa per indicare la quantità di un ingrediente pari al proprio gusto personale, in inglese: to taste.

 

 

 

Love to Taste

Amore q.b.

 

 

 

Prima di tutto, grazie per essere qui! 

Grazie per aver trovato un pò di tempo da dedicare a questo blog! 

Inizio presentandomi, il mio nome è Manucra, Manu per gli amici. 

Sono italiana e per il momento vivo in Olanda, ad Amsterdam.

Sottolineo, per il momento, perchè il cambiamento è una costante nella mia vita e mi muovo parecchio. 

 

In questo primo articolo vorrei presentarvi questo progetto chiamato: Love to Taste. Uno spazio dedicato alla cucina, al cucinare, alla natura, alla bellezza, al cibo. Un blog che parlerà di tutto questo e forse più. 

Una pagina dove scoprire la storia di un quaderno di appunti che diventa un grande, piccolo libro che si propone di ispirare i suoi lettori a cimentarsi in quella che è chiamata La Cucina Magica, una storia che inizia quattro decadi fa...

 

Sono cresciuta nel negozio alimentari che apparteneva a mia nonna e si chiamava: L'antica bottega di Tina. 

Nonna Tina era una gran lavoratrice!

Aveva uno di questi negozi alimentari dove si può trovare un pò di tutto, due cani e una passione per il gioco del lotto!

 

Cucinava bene, piatti tradizionali,

con un talento notevole nel preparare il risotto, il riso nasce nell'acqua e muore nel vino, diceva. 

Era una donna di altri tempi! 

Nutriva un rispetto reverente nei confronti  dei suoi clienti e lavorava con la forza di chi il lavoro se lo è costruito. 

Ricordo che indossava spesso un grembiule rosa o azzurro e un pochino di profumo. 

 

Noi bambini, quando passavamo tempo con lei , stavamo in negozio, perchè quel negozio era la sua vita. 

La aiutavamo un pò, ci dava compiti semplici, per tenerci occupati, come mettere a posto i biscotti sugli scaffali oppure andare a raccogliere foglie verdi per decorare le cassette della frutta. 

Altre volte giocavamo "a cassiera e cliente" in un negozio vero! Era uno spasso!

Sullo scaffale più alto teneva dei grandi vasi di vetro, contenenti caramelle e cioccolatini, allora si usava ancora regalare cioccolatini. 

Oggi quei vasi sono miei!

Li conservo in una grande baule di metallo, come si conserva un tesoro. 

 

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Il cibo è una costante nella vita di tutti, o almeno dovrebbe esserlo, ma ognuno lo avvalora in modo personale. 

Per me, cucinare e mangiare, sono atti complessi che comprendono saggezza, tradizione, amore e bellezza. 

Ci vogliono tempo, presenza e qualcuno con cui essere condivisi. 

Perchè le cose condivise sono più vere, diventano ricordi, storie e uniscono le persone. 

 

Ultimo ma non da meno, ci vuole amore, quanto basta. 

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Mio nonno, Antonio, aveva un grande orto, produceva verdura per tutta la famiglia!

Ho passato molto tempo anche con lui, avevo il mio piccolo innaffiatoio e potevo giocare all'aria aperta. 

Da lui ho imparato a seminare,

prima preparava la terra,

poi seminava e dopo portava pazienza! 

Il risultato era garantito.

Pomodori, carote, lattuga, zucchini, fagioli, fagiolini e tante ciliegie! 

Mio nonno parlava poco e faceva molto. 

Lavorava nell'orto, pescava, cacciava, era stato in guerra ed era cresciuto così, auto- sostenendosi.


Oggi, io sono un operatore olistico, appassionata di Costellazioni Familiari.

Non c'è da stupirsi quindi se inizio proprio onorando gli antenati, da loro ereditiamo la vita e molto altro. 

Dedico questo lavoro ai miei nonni e ai miei genitori, a loro devo la mia passione per il cibo, per la bellezza

e la mia vita stessa.  

Cucinare è un arte alchemica, si tratta di sommare sapientemente elementi, ingredienti e trasformarli in qualcosa di buono e bello. 

La cucina può essere un luogo incantatao, dove chiunque può fare incantesimi. 

Il cibo coinvolge tutti i sensi, olfatto, vista, tatto, gusto e anche udito.

E' un esperienza "sensuale" che nutre corpo e anima. 

Cucinare è un rituale, specialmente quando si ripetono gesti antichi e tradizioni. 

Come ogni rituale, comincia con la cura dello spazio in cui lavoriamo: la cucina. 

Qui questa diventa un luogo sacro, un tempio domestico, che nasce dal concetto di focolare e ha sempre rappresentato il calore, il punto di incontro della famiglia. 

Pulizia, ordine, bellezza, utensili scelti, una scelta attenta degli ingredienti, fragranze, profumi e elementi che si uniscono: acqua e fuoco, la terra che ci dona i suoi frutti, l'aria che trasporta i profumi.

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Da questa visione poetica nasce questo piccolo libro, intitolato Love to Taste, Amore q.b. 

In questa cucina magica, ogni cosa è significativa e ogni gesto è accompagnato da un'intenzione. 

Ogni ingrediente assume un valore simbolico, elencato in questo libro. 

Trovo molto affascinanti gli studi svolti sulle molecole di acqua dal dottor Masaru Emoto, costui dimostra in modo scientifico come l’acqua reagisce agli stimoli esterni: emozioni, parole, suoni la influenzano visibilmente.

Emoto inoltre dimostra che l’acqua ha una memoria ed è in grado di veicolare informazioni trasmettendole a molecole simili, informando altra acqua. Affascinante!


Si dà il caso che quasi ogni corpo umano, animale, vegetale sia essenzialmente composto d’acqua.

Se forniamo ad un bicchiere di acqua l’informazione: GUARIGIONE, permettendo ad ogni molecola di assorbirne l’energia, la forma ed in seguito lo beviamo, l’acqua informata entrando in contatto con l’acqua presente nel nostro corpo trasmette l’informazione al sistema intero!

Questa è l’idea con cui vengono realizzati molti rimedi omeopatici.


Secondo questa teoria ciò può accadere anche inconsapevolmente, quindi una persona arrabbiata potrebbe maneggiare la stessa acqua, sottoporla alla sua rabbia e trasmetterle questo tipo di informazione? La risposta è si!

E cosa accadrebbe a chi la beve?

Probabilmente da li a poco sperimenterebbe una rabbia immotivata.


La tradizione magico popolare riconosce a livello planetario che il miglior veicolo per realizzare quella che viene chiamata una “pozione” sia il cibo.

Mi spiego meglio, perché un “lavoro magico” sia considerato facilmente e sicuramente efficace viene spesso veicolato con del cibo, perché questo è facilmente caricabile con intenzioni ed emozioni e perchè viene ingerito, fatto proprio, assunto, assorbito da chi lo riceve.


Nel cibo e nell’acqua, di cui ogni alimento è in parte composto, vi è molto più degli elementi nutritivi che servono al nostro corpo fisico: vi sono emozioni ed intenzioni che hanno un effetto tangibile su di noi.


Cosa accade quindi al cibo preparato, confezionato in modo industriale da macchine?

L'industria alimentare con l’intento di venire incontro ai ritmi frenetici della vita moderna ha prodotto un'omogeneizzazione dei gusti e dei desideri e un appiattimento del piacere alimentare, regalandoci la volgare felicità di cibi progettati a tavolino, belli da vedere e invitanti sotto ogni profilo sensoriale, ma ciò non di meno carenti dal punto di vista nutrizionale e qualitativamente scadenti.


Scienziati e tecnologi alimentari, studiano quotidianamente come accrescere l'appetibilità degli alimenti dosando sapientemente i sapori e studiando a tavolino la giusta consistenza, l'aroma, il rumore emesso quando li mordiamo e poi li mastichiamo.


Se il cibo può essere veicolo di emozioni ed intenzioni, quello “cucinato” confezionato da macchinari industriali di cosa sarà pregno?

Non di emozioni, non di intenzioni.

Un cibo “freddo” capace di mantenere in vita l’organismo umano ma non di nutrire l’essere umano.


Un altro aspetto da non sottovalutare è che l’industrializzazione del cibo ha enormemente mortificato la convivialità: pilastro della vita familiare e sociale, culminante nel piacere di assaporare le pietanze con le parole e di accompagnare i pranzi con le conversazioni.


Questo libro, in modo molto leggero, vuole riportare l’attenzione del lettore

a quelle che sono le qualità energetiche contenute in ciò che ingeriamo.

Ora più che mai credo ce ne sia bisogno.


La magia popolare, che affonda le sue radici nel passato, riconosce l’importanza di ogni singolo ingrediente, gesto ed intento e restituisce al cibo il valore che realmente merita, questo è molto più ampio del semplice saziarci momentaneamente.


Quando un Cuoco

diventa anche un Cuoco Magico,

ogni ingrediente, ogni spezia,

ogni odore è benedetto

ed il suo spirito invocato,

la Cucina si trasforma in un Tempio,

diventa un luogo sacro e questo è il suo Regno.


Questo libro è dunque un libro di cucina ed è anche un libro di magia.

Insieme trasformeremo il cucinare in un gioco divertente, dove ogni ricetta culinaria, incontrando antiche tradizioni magico-popolari, diventa una pozione magica.


Scopriremo che piante, fiori e frutta possono essere potenti alleati,

custodi di un’antica saggezza che racconta la storia del mondo e dell’uomo.


Cucinare diventerà un ’atto di meditazione creativa.


Esiste un’energia che anima tutto ciò che è,

La stessa energia che fa sì che un seme diventi un albero,

quella che fa sì che il sole sorga ogni mattina,

quella che permea tutto e che tutto trasforma,

la chiameremo Vita o Divino.

Potremmo dire che questa forza è l ‘essenza di ogni cosa,

il nucleo centrale attorno a cui tutto prende forma,

ed è quindi a Tutto\Tutti COMUNE,

come a dire,

siamo tutti diverse manifestazioni della stessa forza:

LA Vita.

È saggio considerare che se la Vita permea l’intero Universo,

allora è anche nei fiori e negli alberi, è nella tempesta,

è nelle creature dei boschi ed è i pesci dei fiumi e certamente è in Noi!


La Vita, in ogni sua forma, comunque si manifesti, dal cielo a Te, passando da questo libro o dal tuo computer ci unisce, uomini, animali, piante e cose nel cammino che conduciamo.

... shared things are more real,

they become memories, stories

and unite people. 

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